Fight Club
David Fincher Stati Uniti, Germania 1999 139 min
24 ottobre 19:00
Festa del cinema
Sinossi
Tratto dall’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk, e sostenuto dalla sceneggiatura di Jim Uhls e dalle magistrali interpretazioni di un cast eccellente - guidato dall'apatia nevrotica di Edward Norton, dal carisma iconico e sovversivo di Brad Pitt e dalla presenza magnetica e decadente di Helena Bonham Carter, affiancati da comprimari memorabili come Meat Loaf e Jared Leto -, Fight Club conserva ancora oggi una straordinaria modernità visiva e narrativa.
Accolto da fischi e proteste al Festival di Venezia del 1999, il film si è poi rivelato una vera e propria profezia cinematografica sul XXI secolo. Evitando facili moralismi, la storia si snoda tra alienazione psicologica e scontro fisico fino a una scioccante rivelazione finale che ridefinisce l'intera vicenda. A distanza di oltre venticinque anni, la sua carica provocatoria e la sua analisi sociale rimangono incredibilmente vive, attuali e centrate. Fight Club si conferma così un capolavoro di controcultura capace di raccontare, con precisione chirurgica, la schiavitù e le nevrosi della civiltà tecnocratica, trasformando la frustrazione quotidiana in un’esplosione di ribellione contro l’omologazione consumistica.
Restauro: Disney.
Per concessione di Park Circus.
Regia
David Fincher
David Fincher ha debuttato alla regia nel
1992 con Alien 3. Nel 1995 ha diretto Se7en e nel 1999
Fight Club. Nel 2007 ha presentato a Cannes il film
Zodiac. Il curioso caso di Benjamin Button (2008) ha
ricevuto 13 nomination agli Oscar® vincendone 3
(scenografia, trucco ed effetti speciali). The Social
Network (2010) ha avuto 8 nomination agli Oscar®
vincendone 3, compreso quello per la miglior
sceneggiatura per Aaron Sorkin. Nel 2011 ha diretto
Millennium - Uomini che odiano le donne, tratto dal
bestseller di Stieg Larsson e premiato con l’Oscar®
per il miglior montaggio. È produttore esecutivo
della serie televisiva House of Cards.
Attualmente sta lavorando al rifacimento
della serie britannica Utopia.