Due soldi di speranza
Renato Castellani Italia 1951 101 min
17 ottobre 19:00
Festa del cinema
Sinossi
Sullo sfondo di una Napoli di incantevole povertà, una storia d’amore contrastata, basata su fatti di cronaca e interpretata da attori non professionisti: dal neorealismo a “una commedia di costume piena di tenerezza" (Jean Gili), che anticipa la nouvelle vague francese.
Vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes 1952, il film di Castellani “è la sintesi esplosiva e quasi miracolosa di una possibile evoluzione ‘naturale’ del neorealismo nella direzione di storie meno melodrammatiche e ‘socialmente rilevanti’, con protagonisti giovani (e questo è forse il motivo della sua intatta freschezza) [...]. Come spesso accade in film dall’aria improvvisata, molto liberi e interpretati da attori non professionisti, buona parte dell’attrattiva deriva dal successo nella scelta di questi ultimi. La scoperta di Maria Fiore è decisiva, perché la macchina da presa è rapita dal suo fascino e lei non pare frapporre alcun ‘metodo’ tra sé e l’obiettivo. [...] Due soldi di speranza si distingue anche per il suo sguardo affettuosamente critico e commosso su personaggi la cui innocenza non è mai ingenua o prefabbricata, che si sentono dei sopravvissuti ansiosi di vivere, in un contesto che non permette loro di farlo secondo i propri desideri, ma all’interno d’un orizzonte modesto e grazie a una certa astuzia. (Miguel Marías)”
Courtesy of Compass Film.
Alla presenza di Alice Rohrwacher
Regia
Renato Castellani
Sceneggiatore e regista, Renato Castellani introduce i toni della commedia all'interno della grande tradizione neorealista, fino a diventare il capostipite del neorealismo rosa con Due soldi di speranza (1951), film record d'incassi. Dopo altri successi come Il brigante (1961) e Questi fantasmi (1967), negli anni successivi realizza kolossal per la televisione, come Vita di Leonardo da Vinci (1971) e Giuseppe Verdi (1982).