The Oligarch and the Art Dealer
Andreas Dalsgaard Danimarca, Francia, Stati Uniti, Olanda, Svizzera 2026 118 min
24 ottobre 19:00
Festa del cinema
Sinossi
Quando Dmitrij Rybolovlev, un magnate russo, accusa Yves Bouvier, il suo fidato curatore e mercante d’arte svizzero, di averlo tradito e truffato per un miliardo di dollari, la lite e le conseguenze sono senza precedenti. Tutto si svolge tra il 2002 e il 2025: si apre il sipario e luce è fatta su un mondo segreto di ultraricchi nel quale i capolavori sono la moneta di scambio, i patrimoni si nascondono in bellavista, e il potere è tutto.
NOTA SUL FILM
Andreas Dalsgaard firma un documentario che ha il passo di un thriller, e si addentra in uno degli scandali più clamorosi del mercato dell’arte contemporaneo. Tra freeport, aste, collezioni private e zone grigie della finanza globale, il racconto apre una crepa nel mondo dell’ultra-ricchezza, dove l’arte si trasforma in bene rifugio, moneta di scambio e arma di potere. Un’indagine tesa e lucidissima, in cui ogni verità sembra avere il suo prezzo.
NOTE DI REGIA
Questa storia tocca questioni di potere, ego e soldi, miliardi. Le persone coinvolte credono ciascuna alla propria versione dei fatti, ma anche noi potremmo essere ingannati? La vicenda è scandalosa quanto certe serie americane, ma qui i personaggi, i motivi e le conseguenze sono reali. Accuse, segreti, manomissioni e una narrazione in cui la colpa e l’innocenza si scambiano: chi è che decide dov’è la verità quando i soldi e il potere sono in grado di distorcerla? E come reagiscono protagonisti, amici e dipendenti, corporazioni, avvocati, giornalisti, testimoni, il pubblico? Invitiamo gli spettatori a fare esperienza di quest’incertezza.
Regia
Andreas Dalsgaard
Andreas Dalsgaard, classe 1980, è un regista danese specialmente dedito al documentario. Ha studiato antropologia visiva ad Aarhus e a Parigi e regia alla Danske Filmskole. Sono suoi: l’audace Afghan Muscles (2006); Bogotá Change (2009), premio del pubblico al festival IndieLisboa e menzione speciale Green Cross al CinemAmbiente di Torino; e, con Obaidah Zytoon, The War Show (2016). È inoltre cofondatore della casa di produzione Elk Film con sede a Copenhagen.