Changer l'eau des fleurs
Jean-Pierre Jeunet Francia, Italia 2026 132 min
20 ottobre 18:15
Festa del cinema
Sinossi
Violette Toussaint è la custode di un piccolo cimitero della Borgogna. Nella sua casa, passanti e frequentatori abituali vengono a lasciare un segreto e portarsi via un po’ di calore. Insieme alla piccola squadra di addetti alle sepolture, forma una famiglia un po’ fuori dal comune. Ma quali eventi hanno portato Violette in questo mondo dove il tragico e il comico si intrecciano?
NOTE DI REGIA
Leggendo Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin, è successa una cosa davvero rara: me ne sono subito innamorato. C’erano almeno due idee geniali per pagina, dettagli, riflessioni e espressioni fantastiche. Violette ha soprattutto senso dell’umorismo, una certa leggerezza e, dopo il dramma che ha vissuto, dimostra resilienza, anche se questo termine è ormai abusato. È un film molto luminoso, che finisce in modo gioioso nonostante sia attraversato da grandi drammi.Mi piace girare con una focale corta: uso il 21 o il 25 mm, a volte anche il 18 mm, per avere una grande profondità di campo e dare molta espressività ai personaggi. Quando Leïla fissa la macchina da presa, all’inizio e alla fine del film, ottengo un effetto stilistico un po’ artificiale che adoro.Sergio Leone diceva una frase che ho fatto mia: «Il tema dei miei film è il cinema». Non bisogna aver paura della forma.
Regia
Jean-Pierre Jeunet
Jean-Pierre Jeunet ha esordito con cortometraggi animati e live-action, spesso co-diretti con Marc Caro, vincendo due César per Le manège (1981) e Foutaises (1991). Nel 1991 ha diretto con Caro Delicatessen, premiato con due César, tra cui quello per la migliore opera prima. Dopo Alien – La clonazione (1997), nel 2001 ha realizzato Il favoloso mondo di Amélie, fenomeno internazionale candidato a cinque Oscar e vincitore di quattro César, tra cui miglior film e miglior regista. Ha poi diretto Una lunga domenica di passioni, L’esplosivo piano di Bazil, Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet e Big Bug.