Restauri e Omaggi

San Michele aveva un gallo

Italia | 1972 | 90 minuti | Colori
San Michele aveva un gallo
Regista
Paolo Taviani
Autori di un cinema poetico e politico, Paolo e Vittorio Taviani hanno basato tutta la loro opera sulla stretta connessione tra realismo e finzione, tensione morale e melodramma, sogno e realtà, usando il racconto cinematografico come confronto continuo tra cinema, letteratura, cronaca e storia.
Vittorio Taviani
Proiezioni
Auditorium Sala Petrassi
24/10/2018, 16:00
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Sinossi
La Festa del Cinema di Roma rende omaggio a Vittorio Taviani, recentemente scomparso, attraverso uno dei capolavori realizzato con il fratello Paolo e restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Il film dei fratelli Taviani, “utopisti, esagerati” (come li definì Lino Miccichè), “sovversivi” (riprendendo il titolo di un altro loro film) del cinema italiano, viene presentato alla Festa da Martin Scorsese, che in questa occasione ne celebra l’opera. Nel 1870, Giulio Maineri, anarchico borghese, organizza una rivolta in un paesino, ma l’impresa fallisce e Maineri viene condannato all’ergastolo. Dieci anni dopo, durante il trasferimento in un altro carcere, Maineri incontra un gruppo di giovani ribelli detenuti, che sconfessano e irridono il suo idealismo utopico, preferendo una strategia rivoluzionaria più razionale, concreta e pragmatica. Maineri, distrutto dal confronto con la realtà e con la storia, sentendosi ormai inutile e vedendo il superamento dei suoi ideali, si uccide. Rilettura rigorosa e austera del ’68 e degli anni successivi, San Michele aveva un gallo è un film sul contrasto dialettico tra utopia e storia, tra immaginazione e realtà, tra passato e presente, è un canto funebre sulla figura del rivoluzionario romantico e sul sogno di una rivoluzione mancata e perduta.