Ciao bambino
Edgardo Pistone Italia 2024 97 min

Festa del cinema
Sinossi
Sul finire dell’estate dei suoi diciannove anni Attilio, un ragazzo che vive in un rione popolare di Napoli, viene incaricato di proteggere una giovane prostituta dell’Est. Attilio, senza poterlo ammettere apertamente, se ne innamora. Quando suo padre esce dal carcere ed è costretto a ripagare un debito consistente, Attilio si trova a scegliere tra l’amore per la ragazza e quello per il genitore, mettendo in gioco la sua libertà e la sua vita.
NOTA SUL FILM
Dopo il pluripremiato corto Le mosche, Pistone torna a utilizzare il bianco e nero per raccontare il periodo a confine tra l’adolescenza e la vita adulta. L’esordio del regista è anche uno degli ultimi film che è riuscito a produrre il compianto Gaetano Di Vaio. E si ritrova la sua impronta in questo racconto che unisce personaggi ben radicati in una realtà difficile con uno stile e una narrazione che non temono di confrontarsi con il grande cinema internazionale.
NOTE DI REGIA
Ho avuto la fortuna di avere una macchina abbandonata sotto casa, che diventava un covo, una stanza che riparava dal freddo e dal mondo attorno. La macchina era di un uomo adulto che prendeva a morsi la vita e aveva perso la voglia di scherzare. Come in qualsiasi biografia si deve crescere e l’idillio dell’adolescenza svanisce. Così come passò la voglia di scherzare anche a me che poco più di un adolescente decisi di voler “salvare" mio padre dai suoi demoni e dai suoi vizi. Ma sono passati tanti anni, anni di falsi inizi e promesse non mantenute; quindi, ci ho riprovato con il film, ho messo in scena i nostri ricordi utilizzando lui come attore e la nostra vicenda con la speranza di ritrovare una qualche forma di catarsi.
Regia
Edgardo Pistone
Edgardo Pistone nasce a Napoli nel 1990. Terminati gli studi di regia e fotografia all'Accademia di Belle arti di Napoli, inizia a lavorare come regista e autore, fotografo e sceneggiatore, avvicinandosi al mondo dell’educazione, portando, con diverse associazioni, il cinema nelle periferie della sua città. Nel 2019 è aiuto regista di Agostino Ferrente per il documentario Selfie. Nel 2020, con il cortometraggio Le mosche, vince il premio per la miglior regia alla Settimana internazionale della critica di Venezia.